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Zoppas: la storia degli elettrodomestici
Dopo Carosello...tutti a nanna!

Quando nei primi anni '50 iniziano le trasmissioni sperimentali della Rai Radiotelevisione, la società italiana stava vivendo una profonda trasformazione economica e sociale; uno dei risultati sarà la progressiva omologazione di usi e costumi. Complice la televisione, gli italiani impararono finalmente a parlare la loro lingua. Infatti, nonostante l’unificazione nazionale oramai consolidata, ogni comunità continuava a parlare il proprio dialetto, cui affidava le ragioni della propria identità e la propria cultura.

Tra le trasmissioni che raccoglievano milioni di spettatori, malgrado l’uso della lingua nazionale, c’era Carosello (in onda dal 1957 al 1977), un appuntamento che nessun bambino che viveva in una casa con il televisore – una minoranza inizialmente – voleva perdere, anche se la sua messa in onda coincideva inesorabilmente con il momento di andare a letto. Nel breve intervallo tra il telegiornale e lo spettacolo di prima serata (il film, il teleromanzo, il teatro, il varietà, …, distribuiti secondo un calendario che scandisce la settimana con i suoi appuntamenti fissi), i bambini avevano diritto ad assistere ogni sera a una breve rappresentazione in più atti, ciascuno dei quali aveva per protagonista un’azienda con una storia a puntate (per statuto , lo spot non poteva essere ripetuto) e il codino promozionale ”réclame” come si usava dire allora. I protagonisti dei racconti pubblicitari entravano a pieno titolo nella famiglia televisiva, diventando personaggi che tutti riconoscevano e di cui si copiavano talvolta comportamenti, modi di dire e persino tic.

Zoppas, da sempre così sensibile ai mutamenti della società, non poteva mancare questi appuntamenti, straordinari strumenti di persuasione presso il grande pubblico.

Nel 1961 gli elettrodomestici Zoppas, quelli che “resistono a tutto e a tutti”, entrano a far parte dei protagonisti di Carosello. Eccone la prima storia, sceneggiata da Vittorio Metz e Marcelli Marchesi: un maggiordomo (impersonato dall’attore Telegalli, in livrea e polpe) duetta con “Madama la marchesa” (Germana Caroli, in abiti moderni) mettendo in luce i pregi dei frigoriferi Zoppas, quelli che sanno offrire “praticità, qualità e signorilità”; affidandosi ad essi “sarà ogni donna regina della casa”.

Nel 1963 il messaggio è affidato a Dario Fo e Franca Rame, che interpretano una coppia di coniugi sempre su opposte posizioni, divisi su tutto, d’accordo solo sulla lavabiancheria: “Ma caro, cosa fai nella lavatrice?” esclama Franca Rame, mentre la testa di Fo sunta dall’oblò, “Una lavatrice? Ma che marca è?” “Una Zoppas”, “Ah beh, allora mi sta bene!”.

Scenette familiari si trovano anche nelle storie che hanno per protagonisti Aroldo Tieri, interprete di Carlo, marito “inventore” sempre con il cacciavite in mano, e Valeria Fabrizi, ce impersona Anna, la moglie che protegge il frigorifero Zoppas “solido, onesto, sicuro” dagli interventi del marito pasticcione, esclamando “Questo l’ho scelto io!”.

Ma i protagonisti delle brevi storie di Carosello non sono solo attori in carne ed ossa. Zoppas è tra le prime aziende ad usare i cartoni animati per raccontare i propri prodotti. Un omino con baffetti e pipa, disegnato con tratto quasi infantile, sostiene con una fiducia priva di dubbi: “Voi chiedete al progresso, quello risponderà!”. Risultati tangibili di quel progresso sono gli elettrodomestici, e la donna che voglia una lavabiancheria, “solida, comoda da usare e delicata con la biancheria”, non chiede troppo: “chiede Zoppas!”

(testi tratti dal volume "75 anni Zoppas" 1925-2000, curato da Maria Cristina Tommasini e Denis Pellarin)

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